Vacanze al mare. Come proteggere i bambini dalle meduse

Come proteggere i bambini dalle meduse.

Belle, leggiadre, eleganti, nell’aspetto e nel movimento, le meduse, in realtà, sono pericolosissime per l’uomo e soprattutto per i più piccoli. Il semplice contatto con questi animali, infatti, può provocare forti dolori sulla parte della cute interessata, bruciori intensi, eritemi, pruriti e reazioni allergiche.

Alt: mantieni la calma giovane mamma!

Non abbiamo detto “letali”. La medusa è un animale, e come tale va trattato, con rispetto ed attenzione. Quindi, durante le vacanze al mare, per proteggere i bambini dalle meduse, basterà un po’ di accortezza, alcuni semplici rimedi e, come sempre, il radar del genitore costantemente in allerta!

Proteggere i bambini dalle meduse: prevenzione

Un bravo genitore studia

Iniziamo col dire che non tutte le meduse sono pericolose e rilasciano sostanze urticanti. Tuttavia, c’è anche da mettere in conto che i bambini sono molto curiosi, desiderano osservare da vicino e spesso toccare ciò che non conoscono, per imparare. Se non sei un esperto dell’argomento, come la maggior parte dei genitori, ti consigliamo, per precauzione, di insegnare a tuo figlio un generico “guardare e non toccare”. Bimbo avvertito, mezzo salvato. Tuttavia, se le vacanze di famiglia si svolgono al mare e la possibilità di incontrare una medusa è alta, ti consigliamo di studiare l’argomento per saperne di più e capire, con l’ausilio di immagini e spiegazioni attendibili, quali sono le specie di meduse pericolose e quali no.

Attenti al contatto

Nonostante nell’immaginario collettivo le meduse siano ritenute pericolose e da evitare, esse, per natura, sono animali innocui. L’infiammo sul nostro corpo che deriva dal contatto con i tentacoli di una medusa, infatti, non è una punizione inflitta dall’animale stesso. La sua capacità di provocare dolore ad un corpo esterno, sfiorandolo, è solo un sistema di difesa della medusa, messo in atto nei confronti dei possibili predatori. Inoltre ricordiamo che le meduse non si dirigono spontaneamente verso di noi mentre siamo in acqua, ma vengono trascinate dalle correnti. L’unico movimento che le meduse compiono intenzionalmente è quello in verticale, dal fondo del mare alla superficie, e viceversa. Inoltre i tentacoli di una medusa possono essere molto lunghi, in base alle specie. Il rischio di sfiorarle inavvertitamente dunque, è davvero alto, perché potrebbero non essere visibili a riva o potrebbero sembrare, erroneamente, lontane.

Per proteggere i bambini dalle meduse quindi, che fare?  Se il desiderio dei bimbi è quello di osservare il fondale, ti consigliamo di munire i tuoi figli di occhialini e maschere. Se invece la giornata dei bambini al mare si svolge sulla riva, ricorda loro di raccogliere le eventuali meduse da osservare, con un secchiello, evitando il contatto cutaneo. Dopo l’esibizione del trofeo a tutti gli amichetti, ovviamente, la medusa va liberata nuovamente in mare e, questa volta, lontano dai bagnanti.

Bambini al mare e meduse.

Mamma mi ha punto una medusa – No panic!

Se il contatto con la medusa c’è stato e il tuo bimbo piange spaventato, cosa fare?

  1. Mantieni la calma per agire lucidamente.
  2. Fai uscire subito il bambino dall’acqua e tranquillizzalo.
  3. Risciacqua la parte del corpoo del bambino interessata dal dolore con acqua di mare. In questo modo si eliminano eventuali residui di tentacoli della medusa e si diluisce la tossina rilasciata dall’animale sulla cute del piccolo, prima che penetri ancora più a fondo nell’epidermide. Non utilizzare acqua dolce che, al contrario, può peggiorare la situazione.
  4. Dopo di ciò, mentre attendi di applicare il giusto prodotto, per lenire il dolore che, nei primi minuti è più acuto, puoi immergere la parte interessata in acqua calda o in sabbia calda. Il calore dovrebbe aiutare ad alleviare il fastidio.
  5. Recati nella farmacia più vicina e acquista una crema specifica. Secondo le indicazioni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la medicazione corretta è costituita dal gel astringente al cloruro d’alluminio che ha un’immediata azione antiprurito e blocca le tossine in circolo nel corpo del bambino. Qualora non fosse disponibile questo gel (tra l’altro utile anche per le punture d’insetti), è bene applicare una crema al cortisone, il cui effetto, seppur efficace, avviene dopo circa 20 minuti dall’applicazione.
  6. Se il dolore non passa, è molto forte, oppure ha effetti sulla respirazione del bambino o ancora, interessa una parte più estesa di quella effettivamente venuta in contatto con la medusa, è bene chiamare il 118 o recarsi nel più vicino pronto soccorso.

Come evitare traumi

Suvvia mamma! Andrà tutto bene, vedrai. Soprattutto se avrai letto questo nostro post e sarai già pronta ad affrontare gli eventuali disagi.

Una volta superato l’inconveniente medusa, l’importante è come far ricordare l’avvenimento al tuo bambino. Affinché l’incontro con la medusa non diventi un trauma per il piccolo, è bene che lo ricordi come una piccola avventura. Magari come una prova di coraggio ben gestita e superata con grande bravura. Il mare non deve diventare assolutamente un posto da temere per il bambino che, subito dovrà ritornare a frequentarlo, per non averne paura. Inoltre è bene anche occuparsi dell’eventuale cicatrice lasciata in regalo dalla medusa incontrata. Prenditi cura della parte interessata coprendola con crema solare per almeno 30 giorni, affinché non rimanga il segno.

Che cosa ne pensi: i nostri consigli per proteggere i bambini dalle meduse ti sono stati utili?

Zia Cin

Chi sono Cinzia Margarito

Copy webwriter, Blogger e Social Media Manager, ma prima di tutto, on e off line, Zia per vocazione. Scrivo con la radio accesa, parlo troppo, riciclo e creo, talmente tanto, da non riuscire a seguire neanche una ricetta. Abito la Rete, ma vivo ancora dove il prato macchia i jeans.

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