La pipì di notte ENURESI NOTTURNA

Con il termine enuresi notturna si intende l’incapacità di trattenere la pipì di notte caratteristica del bambino che ha già da tempo imparato ad usare il vasino: in sostanza chi soffre di questo disturbo non percepisce lo stimolo ad urinare durante il sonno e, quindi, non si accorge dell’avvio della minzione (l’emissione di urina) con l’effetto di bagnare il lettino. La funzione che regola il meccanismo della minzione (controllo degli sfinteri), viene acquisita verso i 2 anni di età (quando inizia l’educazione al vasino), anche se fino ai 3-4 anni l’apparato urinario non è ancora giunto a completa maturazione e, di conseguenza, può succedere che ogni tanto al piccolo “scappi” mentre sta dormendo senza che tale fenomeno segnali alcun problema specifico.

Laddove questi episodi continuino a verificarsi oltre i 5-6 anni di età, invece, è probabile che segnalino la presenza di un disturbo preciso, l’enuresi notturna, che secondo alcuni studi statistici sembra interessare più del 15 per cento dei bambini tra i 6 e i 10 anni, in prevalenza i maschietti. Vi sono due forme di enuresi notturna. La primaria: è la forma più frequente (circa l’85% dei casi) e riguarda i bambini che non hanno mai acquisito il controllo della minzione notturna, un passaggio che, in genere si verifica tra i 3 e i 5-6 anni. Quasi sempre questo disturbo scompare in modo spontaneo per effetto dello sviluppo dell’apparato urinario.

Tra i fattori all’origine dell’enuresi primaria rientrano l’ereditarietà (nella maggior parte dei casi un genitore o un parente del bambino che hanno sofferto dello stesso problema), un’insufficiente produzione dell’ormone antidiuretico o Adh, la cui funzione consiste nel limitare la formazione di urina durante la notte, o un’alterazione della vescica. La secondaria: interessa i bambini che per almeno 6 mesi hanno raggiunto il controllo degli sfinteri e, da un giorno all’altro, ricominciano a bagnare il lettino. In questo caso a determinarla tendono a essere problemi psicologici come eventi particolari, cambiamenti o situazioni conflittuali: in questi casi fare la pipì a letto è il segnale di un disagio che il bimbo non è in grado di esprimere a parole, un modo per attirare l’attenzione dei grandi su di sé e sul proprio malessere.

Di rado la forma secondaria di enuresi può derivare da cause organiche come un’infezione delle vie urinarie: in questo caso, però, il bambino manifesta il disturbo anche durante il giorno di solito associato a bruciore o dolore nel corso della minzione. Una delle principali cause psicologiche può essere la nascita di un fratellino, che infatti risulta essere una delle circostanze più frequenti all’origine dell’enuresi.

One thought on “La pipì di notte ENURESI NOTTURNA

  1. Marta

    Bell’articolo, chiarisce parecchio le idee.
    Io sono alle prese con l’enuresi con il mio bimbo: gli ho tolto il pannolino da quasi un anno, ma la notte bagna il letto. Adesso usiamo le mutandine DryNites e durante il giorno abbiamo imparato qualche piccolo trucco vedendo questo video https://www.youtube.com/watch?v=31wgjs_SSHg
    I miglioramenti devo dire che si sono visti immediatamente, e anche se il problema non è del tutto risolto, la strada ora è sicuramente in discesa 🙂

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