Insegnare a nuotare ai bambini

Insegnare a nuotare ai bambini.
Come farlo evitando traumi a figli e vacanze

Insegnare a nuotare ai bambini, soprattutto se grandicelli, è una sfida che si ripresenta ogni estate quando armati di buone intenzioni organizziamo le nostre vacanze presso qualche bella località marina o in qualche struttura dotata di piscina.
Come provetti istruttori ci armiamo di tutto l’occorrente: braccioli, tavolette, tubi galleggianti, improbabili salvagente dalle forme di fantasiosi palmipedi… non manca davvero nulla per sfidare Nettuno. Ma poi, in prossimità dell’acqua, un’espressione di terrore si impadronisce del viso di nostro figlio che fino a qualche istante prima era pronto a solcare l’oceano.
Cosa è successo? Perché i bambini hanno paura dell’acqua? E soprattutto cosa possiamo fare noi per salvare i bei momenti di relax e non traumatizzare i nostri futuri pesciolini?

Imparare a nuotare: da piccolissimi è meglio

Insegnare a nuotare ai bambini piccoli è meno impossibile di quanto si possa credere. Immersi beatamente nel liquido amniotico per 9 mesi, i bambini appena nati hanno nell’ambiente “fluido” il loro habitat più naturale; ci sarà sicuramente capitato di vedere bimbi piccolissimi immergersi, nuotare, andare in apnea…dunque è con la crescita che qualcosa cambia.
Per questo sono molto raccomandati i corsi di acquaticità per i bimbi dai 3 mesi in su, utili per continuare a mantenere questo “legame” innato con l’acqua; i “veri” corsi di nuoto sono però consigliabili solo quando il bambino ha pieno controllo e percezione del proprio corpo (ovvero intorno ai 6/7 anni), prima è meglio aiutarlo a costruire (o a ricordare!), soprattutto tramite il gioco, un buon feeling con l’elemento acquatico.
Gli “esperti” sostengono che la paura dell’acqua inizia a manifestarsi solo dopo il primo anno di vita per poi risolversi con l’inizio dell’adolescenza; probabilmente è una paura che abbiamo trasmesso noi genitori, dettata dalla nostra apprensione, oppure è una fobia scaturita da un qualche trauma (persino uno schizzo d’acqua durante un bagnetto può essere l’elemento scatenante) che non sappiamo neanche sia accaduto.
Qualunque sia la causa ad un certo punto della nostra vita ci ritroviamo sommersi da paperelle e canottini di pirati mentre nostro figlia urla e si dispera come un aquilotto affamato.
Non ci resta che rimboccarci le maniche, respirare ed agire…senza aggravare la situazione.

Mamme e bambini in piscina.

Insegnare a nuotare: trucchi e consigli

Di fronte ad una situazione nuova e difficile da controllare la prima reazione di un individuo è quella di diffidenza e timore: perché per un bambino dovrebbe essere diverso?
Immaginatevi di fronte ad una distesa sconfinata e profonda di ignoto: questo è quanto percepisce un bambino alla prese con l’acqua di mare e piscine.
Per insegnare a nuotare ai bambini, meglio perciò iniziare gradualmente, magari utilizzando una piscinetta in plastica dove può prender confidenza con i movimenti del proprio corpo immerso in un liquido. E quando si trova davanti al mare non costringetelo a buttarsi nell’acqua con incitazioni, paragoni con altri bambini, o peggio, sminuendo la sua paura facendolo sentire ridicolo.
Ascoltate vostro figlio, cercate di capire cosa veramente lo spaventa, ed iniziate ad entrare con lui nell’acqua tenendolo in braccio. Vedrete che le volte successive andrà sempre meglio e pian piano inizierà a prendere confidenza con braccioli&affini.
Se non vuole proprio saperne non scoraggiatevi e soprattutto non rimproveratelo; giocate con lui sul bagnasciuga o in prossimità del bordo piscina con animaletti di gomma o con la sabbia: acquisirà sicurezza e confidenza con l’acqua.
Meglio evitare scherzi e situazioni che possano spaventare il piccolo, potrebbe associare lo spavento all’acqua e trasformare una “normalissima” paura in un vero e proprio trauma.
Ecco allora tutte le mosse giuste per insegnare a nuotare ai bambini evitando traumi e stress:
pazienza, pazienza, pazienza: date a vostro figlio il tempo necessario per sentirsi così sicuro da chiedere lui di entrare in acqua per sperimentare movimenti e galleggiamenti
• fategli conoscere gradualmente l’acqua con giochi e piccole passeggiate al sicuro tra le vostre braccia
• munitevi di attrezzi per le prime nuotate: braccioli, tubi, salvagente…sarà vostro figlio a scegliere il supporto a lui più congeniale
non sminuite la sua paura e non fategli scherzi che lo spaventino; evitate ad esempio la “vecchia” mossa di prenderlo e buttarlo in acqua senza preavviso: anche se siete lì a “soccorrerlo”per lui sarà decisamente traumatico
• per le prime nuotate evitate il mare agitato o le piscine molto affollate, anche il contesto può destabilizzare ed intimorire il piccolo
• se l’età è giusta affidatevi ad istruttori esperti di nuoto
• e come per tutte le occasioni vale il “trucco” di ascoltare vostro figlio e di rispettarlo: non forzatelo, ascoltate le sue paure e fategli capire che gli siete accanto, sempre!
In tutte le cose, soprattutto le più belle e soddisfacenti, ci vuole pazienza e dedizione, ma vale la pena impiegare del tempo per vedere la felicità di un bambino sicuro e pronto ad affrontare sfide nuove: è così che si cresce!

di Sara Di Spaldro

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