Il bambino impara a correre

Bimbo sale le scaleLe nuove cose che il bambino di due anni ha imparato a fare con le mani sono forse le più appariscenti, ma non sono le più importanti.
Il suo progresso veramente essenziale è quello che egli ha realizzato nella locomozione. A diciotto mesi il bambino, come si ricorderà, camminava così, ma con una evidente dose di incertezza e di insicurezza.
Ora tutto questo è superato: egli procede speditamente, o addirittura con fulminea rapidità.

Non ha più bisogno di nessuno, praticamemte in nessuna occasione.
Sale escende le scale da solo, dà calci alla palla, salta con indifferenza da un gradino all’altro, sa stare su un piede solo, è capace di chinarsi senza perdere l’equilibrio per raccogliere un oggetto da terra, sa arrampicarsi su una seggiola e poi mettercisi in piedi, come un monumento.
Ma soprattutto sa correre.
Corre spesso vertiginosamente con velocità stupefacente e veramente non si riesce a capire come faccia a mantenere l’equilibrio.

Non è una corsa tecnicamemte ineccepibile la sua, d’accordo, ma non è neanche una corsa tanto maldestra.
Sovente il bambino di due anni guizza come un baleno fra i mobili di casa e la cosa pare che lo diverta moltissimo.
E’ chiaro che cadute, scontri ed incidenti vari sono in questo periodo abituali ed inevitabili.
E’ il prezzo che il bambino paga per il raffinamento della propria preparazione atletica.
E non è certo un prezzo troppo alto.

Verso i tre anni il bammbino va incontro ad un progresso che egli relizza nel movimento.
Molti degli infantilismi che gli erano propri all’età di due anni sono ormai nettamente superati.
Egli dimostra questa sua specie di maturità in un sempre maggiore controllo delle proprie azioni, le quali diventano sempre più efficienti e precise, senza alcuna assistenza da parte dell’adulto.

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