Emergenza allergie bambini

Si prospettano tempi difficili per i nostri bambini che soffrono di allergie, infatti quest’anno i pollini sono arrivati prima del tempo e sempre più concentrati.
Sono i dati dell’Associazione Italiana di Aerobiologia, diffusi in occasione della “V Giornata Nazionale del Polline” e “I Giornata del Paziente Allergico”. Un mix che ha preso alla sprovvista chi avrebbe dovuto “prepararsi” prima della stagione, iniziando per tempo la terapia, e si è invece trovato alle prese con starnuti e fazzoletti ancora prima di poterla cominciare.

Immagine dal sito Pour Femme Mamma

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Non solo il caldo è arrivato in anticipo (e le piante hanno subito iniziato la pollinazione), ma l’indice pollinico (cioè la quantità totale di pollini rilevati nell’anno) sta anche aumentando in modo esponenziale: solo a Roma quello delle ‘Cupressacee’ (tra cui il cipresso) è passato da 3.000 a 21.000 nel periodo 2006-2011, quello delle graminacee (tra le più allergizzanti) da 2.000 a 11.000 per metro cubo. In genere, la stagione pollinica nelle regioni centrali inizia a metà marzo, mentre quest’anno si è presentata un mese prima. E, a peggiorare la situazione, oggi i pollini sono più concentrati a causa del tipo di ventilazione e altri fattori climatici, tra cui persino l’inquinamento atmosferico.

I bambini più piccoli sembrano ‘immuni’ (a quell’età l’allergia più frequente è alimentare). Ma dai 3 ai 5 anni hanno poco da invidiare ai più grandicelli quanto ad allergie respiratorie: secondo un’indagine del Servizio di Allergologia della Sapienza di Roma, condotta su 300 bambini della scuola dell’infanzia, l’incidenza è pressoché la stessa. Anche in questa fascia d’età, finora trascurata dagli studi nazionali ed internazionali, è stato trovato il 20% di bambini allergici, di cui l’11% con asma. Ma come individuare l’allergia la prima volta che si presenta? I sintomi sono tipici, anche se in parte sovrapponibili al comune raffreddore di primavera (frequente con il cambio di stagione). Tanto che non sempre vengono subito riconosciuti dai genitori.

In caso di rinite allergica, altrimenti detta ‘raffreddore da fieno’, il bambino ha una secrezione dal naso molto più acquosa, starnuti a ripetizione (detti ‘a salve’) e soprattutto un prurito caratteristico al naso, che si strofina di continuo con il palmo della mano. Ma ciò che dovrebbe far sospettare una reazione di tipo allergico è la durata: il raffreddore comune passa nel giro di 5 o 6 giorni, mentre quello da fieno va avanti ad oltranza.

In caso di asma, quando cioè la reazione allergica si colloca a livello bronchiale, i sintomi sono molto più evidenti: tosse secca e persistente, affanno, sibili e rientramenti intercostali (disturbi che, a volte, si presentano solo con frequenti episodi durante il gioco o la corsa). Se si sospetta un’allergia, è necessaria una visita dal pediatra: sarà lui a prescrivere i necessari esami di laboratorio (il prick test sulla cute), per accertare la presenza del disturbo.

Il tuo bambino soffre di allergie ?

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