Figli e tecnologia. 2 App per bambini e genitori

Mamma e figlio che giocano con prodotti di tecnologia e app.

Tecnologia e bambini. Teorie illustri e considerazioni per una riflessione sull’utilizzo delle app da parte di bimbi e minorenni.

Tecnologia oppure no per i bambini?

Un dubbio davvero amletico per i genitori di oggi riguarda la tecnologia. È giusto oppure no avvicinare i bambini ad apparecchi, dispositivi e giochi tecnologici, già da piccoli?

La questione è davvero complicata e, a nostro parere, non c’è una risposta certa e giusta a questa domanda. Come mai? Perché non è così semplice prendere una posizione in merito.

Da una parte, ed in primo luogo, notiamo che la tecnologia, Internet ed i sistemi digitali e cibernetici pervadono, ormai, diversi settori della nostra vita e di quella dei nostri bambini. La scuola, il tempo libero, gli sport, sono solo alcuni esempi di occasioni e luoghi in cui i nostri figli utilizzano la tecnologia, a prescindere anche dalle nostre scelte in merito. Inutile preservare nostro figlio da queste esperienze digitali, se poi, in ambiente scolastico ne viene a contatto. Ma non è solo questo. C’è anche da dire che il progresso non può essere fermato. Semmai, ben distribuito nella vita di un infante e di un minorenne. Ci avete mai pensato? L’utilizzo di mezzi tecnologici avanzati già in età infantile, potrebbe portare allo sviluppo precoce di alcune abilità mentali e spiegherebbe anche perché, oggi spesso diciamo che i nostri bambini ci sembrano più svegli rispetto alle vecchie generazioni.

Il dubbio c’è, e così, come genitori, ci chiediamo se tenere lontani i bimbi dalla tecnologia e dalle app che semplificano la vita, sia un bene, soprattutto alla luce del fatto che, una volta “raggiunti” dai più disparati mass media e dispositivi digitali, significherebbe per loro essere rimasti indietro rispetto ai coetanei. Non conoscere oggetti e giochi che i propri amichetti utilizzano già da anni, potrebbe portarli a sentirsi isolati, diversi dal gruppo?

La tesi contraria, invece, è sostenuta dai fautori del metodo Montessori. La scienziata ed educatrice italiana, già più di un secolo fa, sosteneva che, in età infantile, l’apprendimento è sempre connesso ad esperienze tattili e sensoriali, e si basa su operazioni concrete effettuate con libero arbitrio. Ad avvalorare questa teoria, una serie di ricerche scientifiche condotte su bambini. Quelle europee riportate nel 2013 da “Mente e Cervello”, dimostravano che la scrittura effettuata con carta e penna, quindi a mano, è importante per lo sviluppo del coordinamento tra motricità fine nei bambini (che anche noi abbiamo allenato, generazioni fa, con scrittura e giochi di puzzle e chiodini) e componenti neurofisiologiche uniche. A quanto pare, la scrittura via tastiera, invece, non garantisce ciò. Che cosa significa? Che secondo tali studi, la scrittura con la penna consente ai nostri figli di sviluppare alcune capacità. Permetterebbe di gestire meglio, rispetto a quando scrivono con la tastiera di un computer o tablet, il percorso che porta dai pensieri sciolti ad una frase di senso compiuto.

Giocattoli tradizionali e tecnologici che funzionano con app per smartphone.

Alla luce di queste ed altre riflessioni, come comportarsi nella condizione di genitori rispetto all’ utiilizzo di app e tecnologie digitali da parte dei figli, già in tenera età?

Probabilmente, la scelta più saggia è quella di seguire l’istinto. Sappiamo che la prima forma di apprendimento dei bambini è quella che avviene per emulazione. E che il metodo educativo più potente da utilizzare con i nostri bambini è quello di dare il buon esempio. Quasi mai la severità, il proibizionismo e la limitazione hanno portato a risultati educativi ottimi, quanto quelli dati dal nostro corretto comportamento, che verrà imitato da loro. Ed ecco, una soluzione di compromesso tra le varie teorie a proposito di bambini e tecnologia, potrebbe essere quella di far vivere i bimbi in contesti tecnologici, affinché non ne siano estranei e non facciano fatica ad appropriarsene in età più avanzata. Allo stesso tempo, la tecnologia va dosata, con orari e limiti, per limitarne la potenziale pericolosità in età infantile. Ciliegina sulla torta, sarebbe introdurre gradualmente la tecnologia nella vita dei propri figli con app per bambini, progettate ad hoc, ed utilizzarle insieme a loro. Ebbene sì! Giocate con i vostri bambini e rendete l’approccio al digitale più soft possibile, anzi rendetelo un approccio “accompagnato”.

2 app sia per bambini che per genitori

A pensarci bene, i bambini sono nativi digitali e col passare degli anni, senza aggiornamento in materia digital, siamo proprio noi adulti a rimanere arretrati e a colmare il divario generazionale con loro. E se volessimo intraprendere la strada appena delineata basata su un approccio soft e “accompagnato”? Giocare con loro, sì ma come? Potremmo servirci di 2 App per crescere insieme a loro. Stiamo parlando di eMybaby e App Toys Blocks di Chicco. Entrambe le  app per genitori sono dedicate proprio a loro, per semplificare il loro delicato compito, e si scaricano gratuitamente su App Store per iOs e Google Play per dispositivi Android.
A che cosa servono?

Per monitorare

Pensiamo alla IP Camera Miniland Everywhere, collegabile a tutti i dispositivi digitali (yablet, pc, smartphone) e accessibile da qualsiasi luogo. La videocamera funziona con modulo emybaby, senza fili, con una portata di 100 metri, ed è utile a controllare il sonno o i movimenti del bimbo a distanza, fornendo informazioni precise, direttamente sul nostro cellulare ad esempio!

Icona App EmyBaby.

 

Per allattare

Non sarebbe bello creare, durante il momento dell’allattamento, un momento di serenità ed un’atmosfera tranquilla per il bambino? A questo serve il cuscino da allattamento Miniland BeMyBuddy che, oltre ad essere comodo e a garantire alla mamma una postura adeguata, permette di inserire nella tasca apposita il modulo beMyBuddy, un altoparlante che riproduce suoni delicati e canzoni per un totale relax. E funziona in collegamento con l’ App.

Icona App Toys Blocks di Chicco.

Per giocare

La tecnologia permette un’esperienza di realtà aumentata da vivere con i genitori! Con le costruzioni Chicco per realizzare il proprio dinosauro preferito oppure quelle per costruire il castello o il drago, la tecnologia incontra il gioco tradizionale. Inquadrati con il dispositivo digitale di mamma e papà, i mattoncini delle costruzioni, grazie all’app Chicco, prendono vita!

Inoltre per i bambini più piccoli c’è l’elefantino Miniland beMyBuddy che, oltra ad essere un bellissimo e morbido peluches, grazie all’app eMyBaby, crea un’atmosfera di relax e conforto per il neonato. Sul modulo inseribile nel pupazzo e utilizzabile tramite App, infatti, i genitori possono caricare musica e suoni e registrare persino la loro voce, affinché il bimbo possa sentirli sempre vicini!

Che cosa ne pensate della soluzione “Approccio Soft” alla tecnologia?
Siete d’accordo che i bimbi utilizzino app sin da piccoli, a fini di gioco ed insieme ai loro genitori?

Zia Cin

Chi sono Cinzia Margarito

Copy webwriter, Blogger e Social Media Manager, ma prima di tutto, on e off line, Zia per vocazione. Scrivo con la radio accesa, parlo troppo, riciclo e creo, talmente tanto, da non riuscire a seguire neanche una ricetta. Abito la Rete, ma vivo ancora dove il prato macchia i jeans.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>